Daruma (達磨), l'amuleto della motivazione

/ luglio 19, 2017
Il Daruma (達磨) è uno degli amuleti porta fortuna più famosi del Giappone. Si tratta di una bambola di legno che la gente compra solitamente quando si fissa un obbiettivo da raggiungere. 
I daruma rappresentano Bodhidharma, un leggendario monaco indiano considerato il fondatore del Buddismo Zen.
Questi amuleti si costruiscono solitamente di legno e hanno un peso sulla parte inferiore che permette alla bambola di alzarsi velocemente quando viene sdraiata. Questo rappresenta la perseveranza che si deve avere davanti alle problematiche che incontriamo nella vita. Altra caratteristica di questi porta fortuna è che non hanno né braccia né gambe perché, secondo la leggenda, il monaco Bodhidharma perse braccia e gambe meditando per nove anni nella stessa posizione senza mai muoversi.
I daruma vengono rappresentati senza pupille perché devono essere dipinti da chi li acquista. Quando si compra un daruma viene dipinto l'occhio destro mentre si esprime un desiderio o ci si prefigge un obbiettivo. Dopo si posiziona l'amuleto in un luogo ben visibile in modo che serva come promemoria di quanto duramente bisogna continuare a lavorare per conseguire l'obbiettivo che ci siamo prefissati. Solo quando si è raggiunto l'obbiettivo viene dipinto anche l'occhio sinistro.
Solitamente questi amuleti sono di colore rosso, ma ne esistono alcune versioni di altri colori.
Il Daruma (達磨) è uno degli amuleti porta fortuna più famosi del Giappone. Si tratta di una bambola di legno che la gente compra solitamente quando si fissa un obbiettivo da raggiungere. 
I daruma rappresentano Bodhidharma, un leggendario monaco indiano considerato il fondatore del Buddismo Zen.
Questi amuleti si costruiscono solitamente di legno e hanno un peso sulla parte inferiore che permette alla bambola di alzarsi velocemente quando viene sdraiata. Questo rappresenta la perseveranza che si deve avere davanti alle problematiche che incontriamo nella vita. Altra caratteristica di questi porta fortuna è che non hanno né braccia né gambe perché, secondo la leggenda, il monaco Bodhidharma perse braccia e gambe meditando per nove anni nella stessa posizione senza mai muoversi.
I daruma vengono rappresentati senza pupille perché devono essere dipinti da chi li acquista. Quando si compra un daruma viene dipinto l'occhio destro mentre si esprime un desiderio o ci si prefigge un obbiettivo. Dopo si posiziona l'amuleto in un luogo ben visibile in modo che serva come promemoria di quanto duramente bisogna continuare a lavorare per conseguire l'obbiettivo che ci siamo prefissati. Solo quando si è raggiunto l'obbiettivo viene dipinto anche l'occhio sinistro.
Solitamente questi amuleti sono di colore rosso, ma ne esistono alcune versioni di altri colori.
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Le "Nijūshi Sekki" sono le 24 divisioni dell'anno che tradizionalmente i giapponesi hanno sul loro calendario. Ognuna di esse ha un nome proprio e non necessariamente corrispondono con il calendario gregoriano al quale siamo abituati.

Shōkan 5 gennaio
inizia il freddo forte

Daikan - 20 gennaio

il giorno più freddo

Risshun - 4 febbraio
inizio della primavera

Usui - 19 febbraio
la neve cede il passo alla pioggia

Keichitsu - 5 marzo
inizia il caldo, arrivano i primi insetti, iniziano a fiorire gli aceri

Shunbun - 20 marzo
equinozio di primavera

Seimei - 4 aprile
tutto fiorisce

Kokuu - 19 aprile
si iniziano a preparare i campi per la semina. Arrivano le piogge di primavera

Rikka - 5 maggio
inizio dell'estate

Shōman - 20 maggio
tutte le colture crescono

Bōshu - 5 giugno
inizia la stagione delle piogge

Geshi - 21 giugno
solstizio d'estate

Shōsho - 6 luglio
finisce la stagione delle piogge, inizia il caldo, friniscono le cicale

Taisho - 22 luglio
inizia il vero grande caldo

Risshū 7 agosto
inizio dell'autunno

Shosho - 22 agosto
iniziano ad abbassare le temperature

Hakuro - 7 settembre
prime gelate

Shūbun - 22 settembre
equinozio d'autunno

Kanro - 8 ottobre
primi freddi

Sōkō 23 ottobre
prime brinate

Rittō 7 novembre
inizio dell'inverno, si gela il suolo

Shōsetsu 22 novembre
leggere nevicate, cadono le foglie

Taisetsu - 6 dicembre
inizia a nevicare ed arriva il freddo forte

Tōji 21 dicembre
solstizio d'inverno





Salire sul monte Omine
Questa montagna è considerata sacra per gli shintoisti e secondo una legge antichissima l'accesso al monte da parte delle donne è proibito. Come mai? Perché le donne sono considerate una distrazione alla preghiera.

Praticare il Sumo
Questa centenaria arte marziale giapponese nella quale due uomini in sovrappeso e mezzi nudi cercano di far uscire l'avversario dal cerchio (dohyo) è vietato alle donne.

Diventare Chef di sushi
Alle donne giapponesi è vietato diventare Chef di sushi. Il motivo? Le mani delle donne sono più calde di quelle degli uomini e questo potrebbe rovinare il pesce crudo.
Oyakodon La parola Oyakodon è molto curiosa:
- Oya - 親 - significa padre (o madre),
- Ko - 子 - significa bambino o (in alcuni contesti) figlio
- Don - 丼 - significa piatto con base di riso.
Si può dire che lo Oyakodon sia un qualcosa come padre e figlio sopra una base di riso. Normalmente è fatto con pollo e uova (il padre è il pollo e le uova sono il figlio), oppure con salmone affumicato e uova di salmone.

Oyakodon (サーモン親子丼)

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Il castello di Inuyama Il castello di Inuyama (montagna-cane) è il più antico castello originale presente in Giappone. Fu costruito nel 1440 e rimodellato nel 1537 dallo zio di Oda Nobunaga. Si trova vicino a Gifu ed è raggiungibile con un'escursione di mezza giornata da Nagoya. Nel 1584 fu invaso da Toyotomi Hideyoshi e 120.000 uomini, provenienti dal castello di Osaka per combattere Tokugawa Ieyasu ed ottenere il controllo del Giappone. Il castello è considerato tesoro nazionale dal 1935.

Il castello di Inuyama (犬山城)

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In un collegio femminile di Tokyo è stato introdotto il Nintendo DS nelle classi. Gli alunni del settimo grado della scuola infantile Joshi Gakuen giocano con il DS per imparare l'inglese utilizzando il gioco "English Training". Il programma fa parte di un corso destinato a far imparare l'inglese ai giapponesi rompendo così la tradizione di memorizzare e ripetere noiosi esercizi di grammatica.
Principessa AikoPrimo giorno di scuola per la principessina giapponese Aiko, sui banchi di una prestigiosa scuola elementare nel centro di Tokyo. Aiko, 6 anni, apparsa sorridente malgrado la pioggia battente in un'elegante uniforme blu con fiocco rosso, è stata accompagnata all'istituto dai genitori, il primogenito imperiale Naruhito e la "principessa triste" Masako, in occasione della cerimonia di inizio anno scolastico

(fonte repubblica.it)