Nuovo ministero della difesa in Giappone

Per la prima volta nel dopoguerra il Giappone si accinge a essere formalmente dotato di un ministero della Difesa. Come indicato dall'agenzia 'Kyodo', un disegno di legge in proposito ha ottenuto ora il via libera del maggior partito di opposizione e dovrebbe essere approvato dal parlamento prima della sospensione dei lavori il mese prossimo per le ferie di fine anno. In base ai principii pacifisti della Costituzione in Giappone é esistito finora solo un ente di Autodifesa, presieduto da un direttore cui è però attribuito il rango di ministro. La trasformazione dell'ente in dicastero è stata fortemente voluta come simbolo dell'inizio di una nuova dal premier Shinzo Abe, primo Capo del governo nato nel dopoguerra. All'approvazione della legge alla Camera dei rappresentanti, prevista nelle prossime ore, dovrebbe seguire in tempi assai brevi quella del Senato. In quest'ultimo ramo del parlamento lo schieramento conservatore dominato dal Partito liberaldemocratico dispone di una maggioranza più esigua che alla Camera e un boicottaggio dell'opposizione avrebbe potuto allungare i tempi di approvazione della legge. La 'Kyodo' indica tuttavia che, se socialisti e comunisti hanno deciso di persistere nel boicottaggio, il Partito democratico ha invece indicato di essere disposto a rinunciarvi in cambio di rassicurazioni che la direzione del ministero sarà sempre affidata a civili e non a militari. L"elevazione di rangò dell'apparato di Autodifesa era stata indicata da Abe come una delle sue priorità in funzione dell'attribuzione di una nuova statura strategica al Paese. Il premier si è proposto anche una revisione della Costituzione, che però potrebbe richiedere un lungo iter istituzionale, difficilmente affrontabile anche con la preponderanza parlamentare regalata ad Abe dalla popolarità elettorale del suo predecessore Junichiro Koizumi. E' così che nel frattempo il governo ha ripetutamente tentato di ampliare l'interpretazione dei principii pacifisti, rivendicando per le forze armate nipponiche un diritto alla difesa attiva e non solo passiva nell'ambito di azioni miranti a garantire una sicurezza collettiva con gli alleati. L'articolo nove della Costituzione sancisce che "il popolo giapponese rinuncia per sempre alla guerra" e aggiunge che a tale scopo "non saranno mai mantenute forze terrestri, marittime e aeree, nonché altro potenziale bellico", né "sarà riconosciuto il diritto di belligeranza dello stato". Nonostante queste disposizioni, diverse personalità liberaldemocratiche hanno chiesto ultimamente l'apertura di un dibattito nazionale sull'opportunità del possesso di un deterrente atomico. Da parte sua, pur ribadendo l'attuale politica di totale rifiuto delle armi nucleari, il governo ha indicato di ritenere che, sul piano giuridico, il paese avrebbe diritto a essere dotato di un "minimo" deterrente atomico.

(fonte ansa.it)

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