Celebrazioni giapponesi del mese di Gennaio

o-sechi ryoriGanjitsu (giorno dell’anno nuovo), primo di gennaio: un’occasione per mangiare o-sechi ryori. Questi piatti speciali preparati per i primi tre giorni dell’anno (questi giorni sono denominati san-ga-nichi). Durante questi giorni festivi si cucina poco, per questo i metodi di preparazione come anche gli ingredienti sono selezionati per assicurarsi che tutto resti fresco per tre giorni. Tradizionalmente ogni piatto rappresenta un desiderio di felicità, prosperità per tutta la famiglia. A Tokyo si celebra la Coppa dell’Imperatore, si sfidano le squadre di calcio amatori e professioniste. E’ un torneo prestigioso nato circa 80 anni fa.

Shin-nen Ippan Sanga (saluto dei cittadini il giorno dell’anno nuovo alla Famiglia Imperiale), due di gennaio: i terreni del Palazzo Imperiale a Tokyo sono normalmente chiusi al pubblico, ma il due di gennaio tutto il mondo può entrare per offrire i buoni propositi per l’anno nuovo alla Famiglia Imperiale che saluta la folla da un balcone del palazzo di fronte al Giardino. Questa tradizione ebbe inizio dopo la Seconda Guerra Mondiale. In questo giorno si realizza anche il KAKI-ZOME (primo scritto dell’anno), che è l’atto di scrivere con un pennello per la prima volta nell’anno nuovo. Si scrivono solitamente frasi ed espressioni di buon auspicio e si esprime il desiderio di migliorare la calligrafia shodo.

Hatsumode (prima visita dell’anno nuovo al monastero o al tempo), 1 al 3 di gennaio: è la visita ad un monastero o ad un tempio realizzata all’inizio dell’anno per esprimere voti per la salute dei membri della famiglia, una promozione, la pace mondiale, eccetera. Anni fa la tradizione era di effettuare la visita la notte dell’ultimo dell’anno quando suonano le campane dei templi. Adesso invece i giapponesi vanno durante i primi tre giorni dell’anno. Milioni di persone visitano i templi e i monasteri famosi come il Monastero Meiji (Tokyo), il Tempio Naritasan Shinsho-ji (Prefettura di Chiba), il Tempio Kawasaki Daishi (Prefettura di Kanagawa), il Monasterio Yasaka (Kyoto) ed il Monasterio Sumiyoshi (Osaka).

Nana-kusa no Sekku (Festival delle Sette Erbe), 7 di gennaio: seguendo un’antica tradizione cinese si celebra l’antico sekku (giorno speciale di osservazione). In questa data chiamata jiujitsu si cuociono sette erbe, che includono seri, nazuna e gogyo che sono offerte poi agli dei e di seguito mangiate da tutta la famiglia.

Kagami-biraki (Taglio del pasticcio di riso dell’anno nuovo), 11 (4 o 20 in alcune regioni) di gennaio: le grandi tartine di riso kagami-mochi sono offerte tradizionalmente agli dei durante le festività dell’anno nuovo. In questa occasione si taglia la tartina di riso in piccole porzioni e si mangiano accompagnandole con o-zoni (zuppa di verdura) oppure con o-shiruko (zuppa fagioli atzuki).

Dondo-yaki, 15 di gennaio (approssimativamente): elementi decorativi per l’anno nuovo, come kado-matsu e lo shime-kazari, sono portati ai monasteri più vicini per essere bruciati. Si pensa che il calore del fuoco favorisca una buona salute e felicità per tutto l’anno. Questo rituale si celebra in tutto il paese ed è specialmente famoso quello del Monasterio Torigoe, a Tokyo.
Seijin no Hi (Giorno del passaggio alla maggiore età), secondo lunedì di gennaio: in Giappone le persone acquisiscono il diritto al voto, bere alcolici o fumare sigarette a 20 anni di età, momento in cui si viene legalmente riconosciuti come adulti. Nella cerimonia, svolta in tutto il Paese, tutti i ragazzi vestiti eleganti e le ragazze in coloratissimi kimono si riuniscono per diverse attività e discorsi con l’obiettivo di abituarsi al nuovo status di adulti.

Daikan (”Il Grande Freddo”), 20 di gennaio (approssimativamente): probabilmente il giorno più freddo dell’anno.

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